AFTER HIM - NAIKE ROR

GENERE
  • Romanzo rosa
  • Sport romance
  • Second chance
TRAMA

Un ascensore che improvvisamente si blocca.
Due ragazzi obbligati a stare insieme.
Una notte di passione e promesse infrante.


Prudence Harrods ha ventidue anni e un sogno nel cassetto: diventare una stilista. Nel frattempo, deve accontentarsi di fare la cameriera in un fast-food.
Nonostante tutto, Prudence è convinta che prima o poi la fortuna busserà alla sua porta e ha ragione perché, grazie a un colloquio, viene assunta come assistente alla Debut & Partner, l’agenzia di moda più famosa del Paese. Il suo nuovo impiego? Entrare a far parte di un team di stilisti che vestiranno i Ravens, la squadra di football di Baltimora.
La sua vita prende finalmente la direzione giusta: ha il lavoro dei suoi sogni, un appartamento meraviglioso e le prospettive di un futuro migliore.
Peccato, però, che nello spogliatoio più virile di Baltimora si ritrovi a vestire il ragazzo conosciuto in quel maledetto ascensore. Quel ragazzo che le ha mentito nei peggiori dei modi e che, malgrado le bugie, ha abitato i suoi pensieri negli ultimi cinque anni.

RECENSIONE

«Ehi, Pollyanna, ho già fatto Touchdown, tutto quello che mi serve adesso 
è prendermi quell'extra point che rimando da cinque anni.»

Credo che a non aver letto questo libro di Naike Ror fossi rimasta solo io, per cui considerando la bomba lanciata qualche giorno fa dall'autrice stessa, ho dovuto necessariamente recuperarlo. E che dirvi? Perchè negli ascensori io trovo solo vecchietti o gente che non sa cosa sia una doccia? Prudence Prudence ti ho invidiato moooooooltissimo. 

«Santo Dio, restare bloccato in quell'ascensore è stata 
la cosa più bella di tutta la mia vita.»

Prudence e Hardy si incontrano proprio in un ascensore e, a causa di un abbassamento di corrente, si blocca e lì tra un sorso di vodka alla fragola e due chiacchiere scatta proprio una bella scintilla che finisce nella stanza da letto di Hardy. Il risveglio per Prudence però non è dei migliori per cui lascia la stanza e cerca di dimenticarlo. C'è un salto temporale e ci troviamo dopo 5 anni da quella notte con Prudence alla Parson School di New York dove studia per diventare stilista e Hardy professionista nella squadra di football dei Baltimore Ravens. Il lavoro dei sogni di Prudence li mette di nuovo sulla stessa strada e i loro cuori ricominceranno a battere l'uno per l'altro. 

«Dopo di lui non c'era più stato nessuno, 
e difficilmente ci sarebbe stato qualcun altro in futuro. 
Perchè era come se fossimo destinati a stare in quel modo, 
in mi sarei mai lasciata andare con nessuno che non fosse Hardy»

Non mancheranno frecciatine, battuttine, sguardi recriminatori, silenzi ma anche carezze, baci, abbracci e tanto amore. Sono entrambi due grandi personaggi: lei con la battuta sempre pronta, capace, con un passato turbolento, determinata e con un sogno grande. Lui il migliore nel suo ruolo, determinato, sexy, figo e, diversamente da quello che si potrebbe pensare, in campo sentimentale è riservato e non passa da una ragazza all'altra ogni sera, ha una famiglia vivace alle spalle e la sua fortuna è dovuta grazie al suo duro lavoro. Insomma è proprio un bravo ragazzo, quello della porta accanto, quello che tutti vorrebbero come amico e non solo.

«Solo un'ultima cosa, Prudence. Se volessi baciarti adesso contro la porta della tua camera, tu cosa faresti?»
«Molto probabilmente, Hardy, non sarei in grado di dirti no.»

Mi piace molto come lo sport e lo stylist sono quasi raccontati nella stessa misura, questo per farvi capire come le storie di lui si intrecciano da diversi punti di vista con quelli di lei.

Che altro dirvi su questa meraviglia? Parlarvi nuovamente della penna di Naike? Non mi delude mai. Ho letto il libro in una serata, quindi potete immaginare quanto sia scorrevole, piacevole, interessante e accattivante.

Volevo Prudence Harrods nella mia vita, la volevo seduta sul mio divano a cucire, in tribuna a fare il tifo per me, sulla mia auto per portarla a casa durante l'estate, e la volevo vedere arrossire mentre la presentavo ai miei genitori. La volevo vedere di nuovo con quei pantaloni di pelle e magari una bella maglietta dei Ravens con su scritto il mio nome. Ero pazzo? No, affatto: non mi ero mai sentito tanto lucido e tanto deciso nella mia intera esistenza.

E adesso di chi parlerà la seconda storia ambientata in questi spogliatoi tutti viola?



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