CORSO BASE PER ANALFABETI SENTIMENTALI - REBECCA QUASI

GENERE
  • Romanzo rosa
  • Contemporary romance 
  • Age gap
TRAMA
Per Isabella, anaffettiva militante, il lavoro di badante presso una malata di Alzheimer è il posto ideale: pare addirittura che la signora Paola apprezzi ore di lettura di Tolstoj in lingua originale e lunghe sedute di musica classica.
Potrebbe scivolare tutto in un perfetto e confortante immobilismo, se Isabella non captasse per caso una conversazione riguardante l'affascinante figlio della sua paziente...

"- Nonostante sia in una situazione molto critica – disse lui sedendosi nel bovindo di fronte a me (io ero alla scrivania e stavo scrivendo) – sono in debito con lei. Probabilmente finirà malissimo, ma se non succederà sarà solo merito suo -
- Non saprei... magari lei contrabbandava quel coso e finiva lì -
- Se il gioco gli riesce una volta non mollano... -
Continuò a guardarmi mentre rileggevo sottovoce quello che avevo tradotto.
- Se lei fosse una donna minimamente prevedibile le manderei dei fiori e le farei un regalo scontato, che so... una borsa di Prada o un gioiello... ma con lei, comprando una borsetta, non mi sdebiterei in nessun modo -
- Perché deve sdebitarsi, scusi? -
- Io sono molto prevedibile -
- Capisco -
- Mi aiuti, mi dica che cosa le farebbe piacere... -
- Niente davvero – mi sforzai di sorridere in modo da convincerlo.
- E' esasperante -
- Lo so. Me lo dice tutte le volte che ci parliamo -
Non so perché decisi di shoccarlo, forse volevo solo che si levasse di torno e la smettesse di volersi occupare di me e del mio benessere senza avere la minima idea di come fossi io e di che cosa costituisse realmente il mio benessere.
Lo guardai negli occhi. Mi piacevano molto i suoi occhi perché erano incredibilmente inespressivi eppure dentro vi guizzava sempre, per un attimo, quello che gli passava per la testa.
- Ci sarebbe una cosa... - insinuai.
- Sentiamo -
- Ho un po' bisogno di sesso -
Fu esattamente come nei cartoni animati, quando a un personaggio escono gli occhi dalle orbite attaccati a quelle ridicole molle.
L'avevo zittito."
RECENSIONE
Sinceramente non so perchè avevo questo libro nella mia wishlist, credo di aver letto qualche recensione positiva e averlo segnato. Sta di fatto che non avevo molte aspettative, ma non per la scrittrice o per qualche aspetto in particolare, ma più che altro perchè non si parla di nessun bad boys, nessuno scontro particolare, nessuna passione improvvisa, tutto molto lontano dalle mie "letture preferite" perchè se proprio devo dirlo si parla di badanti, di Alzheimer, di una ragazza tutta strana, divorzi e figli...insomma di normalità. E forse proprio questa "normalità" descritta in una maniera così sarcastica, arguta, sincera, irriverente, lineare mi ha fatto adorare questo racconto. Insomma super super super soddisfatta!
Ma andiamo per gradi

I protagonisti sono Isabella ed Ettore. 
La presentazione di Isabella avviene fin dal capitolo 1, lei è una ragazza di 27 anni ed è 
«quella che viene comunemente definita una persona anaffettiva. Non mi emoziono e non provo forti sentimenti per le persone, né positivi né negativi. Se posso le evito proprio le persone. Evito volentieri anche gli animali e, volendo proprio godermela al massimo, anche le piante. Tutto ciò che è vivo è più o meno imprevedibile e perciò non mi piace. Mi piacciono i sassi, i minerali e la letteratura. Adoro l'isolamento, la solitudine e l'autarchia affettiva.»

Ettore Nerli invece è 10 anni più grande di lei, è divorziato, è un mercante d'arte di fama internazionale, ha un figlio ma non biologicamente suo, ha una suocera "discendente dal sangue blu" e un suocero senatore. Insomma lui e Isabella non c'entrano nulla uno con l'altra, ma le loro strade si incontrano nel momento in cui lui cerca l'ennesima badante per sua madre malata di Alzheimer.

«Aveva uno sguardo freddo, probabilmente reso più esasperato dal taglio sottile degli occhi e dal colore metallico delle sue iridi. Se non si dava troppo peso all'espressione dura, poteva considerarsi bello. Era alto e asciutto, vestito con abiti accuratissimi che però avevano l'ambizione di dirti “mi sono messo la prima camicia di lino che ho trovato... non è colpa mia se mi sta da dio...”.»

Per un po' di tempo, Ettore non si capacita di come una ragazza così giovane, intelligente, acculturata si possa accontentare e non stancare di badare ad una persona che non parlava, non si muoveva e aveva costantemente bisogno di aiuto.

«Occuparsi di una persona come Paola Nerli poteva essere terribile perché non c'era mai un giorno diverso dall'altro. Per me era magnifico perché non c'era mai un giorno diverso dall'altro.»

Forse mai come questa volta, ho deciso che avrei "recensito" questo romanzo utilizzando frasi del libro stesso proprio per farvi entrare in questo mondo, nei modi così strani ma così coerenti di Isabella. Lei infatti in ogni scelta, in ogni pensiero, in ugni situazione che affrontava non è mai cambiata è sempre stata lei stessa. La fortuna ha voluto che Ettore si innamorasse proprio di quella personalità così stramba e sincera. 

«Lei ha una purezza così grezza che fa impressione e questa purezza le permette di stare quasi otto ore al giorno in compagnia di una donna che è un vegetale. Non dovrei dirglielo, ma la sua purezza mi fa davvero paura.»

Troviamo i due punti di vista ed è molto carino che quello di Ettore lo troviamo fin da subito e sotto forma di diario. Mi sono divertita molto leggendo i suoi pensieri.

Nota super speciale per Paolo, figlio di Ettore, un piccolo grande uomo, con un'intelligenza fuori dal comune per un bambino di 8 anni e questo anche grazie alle non menzogne avute dalla mamma. Infatti in diverse situazioni Paolo si mette in gioco, le affronta con una razionalità da non crederci.

Non credo serve che vi dica altro. È una storia da scoprire. Non vi annoierete certamente perchè il modo di scrivere di Rebecca Quasi è così coinvolgente che passerete delle piacevolissime ore in compagnia di Ettore, Isabella e del piccolo Paolo. Fidatevi e date una chance a questo libro.



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